Particela Dio odi Dio?. Implicazioni filosofiche e teologiche


Particella Dio o di Dio? Implicazioni filosofiche e teologiche

09/02/2013

Fin dagli anni 60 del secolo passato, i fisici teorici si facevano la domanda: come possono le particelle elementari senza massa, nate con il big bang, acquistare massa, dopo miliardesime frazioni di secondo? qual è stata la particella o il campo magnetico che ha conferito massa alle particelle virtuali facendo così irrompere la materia che compone tutto l’universo? Sappiamo, e lo dico in modo estremamente terra terra, che la materia (secondo Einstein è energia altamente condensata) è composta da particelle elementari: topquarks e leptoni. Quando questi si mettono insieme danno origine ai protoni e ai neutroni. Questi, a loro volta, si uniscono e formano il nucleo atomico. I leptoni, di carica negativa, sono attratti dal nucleo atomico, con carica positiva e insieme formano gli atomi. Di atomi si compongono tutti gli esseri esistenti. Pertanto topquarks e leptoni sono mattoncini di base  con i quali tutto l’universo e noi stessi siamo costruiti.

Insieme a queste particelle elementari agiscono le quattro forze originarie che ordinano tutto l’universo e la cui natura la scienza non è ancora riuscita ad decifrare. Esse lavorano insieme e sono responsabili dell’espansione, dell’ordinamento e della complessificazione di qualsiasi  processo cosmogenico: la forza gravitazionale, la forza elettromagnetica, quella nucleare debole e la forte. Peter Higgs (*1929), un tranquillo ricercatore di fisica teorica dell’Università di Edimburgo in Scozia (Regno Unito), suggerì che dovrebbe esistere una particella, un bosone, ossia un campo energetico, responsabile per la massa di tutte le particelle. Il fisico Leon Lederman  (Nobel per la fisica) l’ha chiamata particella di Dio. Altri l’hanno chiamata particella Dio, perché  è la creatrice di tutta la materia dell’universo.

Che sarebbe questo bosone Higgs o campo  Higgs ? i fisici lo immaginano come un fluido viscoso finissimo, che riempie tutto l’universo, simile all’etere di Aristotele e della fisica classica. Quando le particelle elementari senza massa, puramente virtuali, toccano questo bosone o interagiscono con il campo Higgs trovano resistenza, sono frenate, spinte e consolidate e immediatamente acquistano massa e peso.

Il giorno 4 luglio del 2012, nel LHC il grande collisore di atomi, fra la Svizzera e la Francia, dopo aver accelerato particelle in collisione, quasi alla velocità della luce, gli scienziati del Centro Europeo di Ricerca Nucleare (CERN) identificarono una particella che ha le caratteristiche attribuite a bosoni di Higgs. Si suppone che sia questo o un’altra particella simile, ma che effettivamente conferisce massa alle particelle elementari. Questa verifica conferma il modello standard dell’universo originato dal big bang; da questo la sua importanza.

Ma che cosa c’entra Dio con tutto questo? Se diciamo che questa particella è Dio, sicuramente la teologia non accetta perché farebbe di Dio una parte dell’universo. Lui è di più. È quell’Energia di fondo, quell’Abisso che rende possibile l’universo e lo sostiene, antecedente al big bang. Esso starebbe al di là del «muro di Planck», il limite non superabile, anteriore al tempo zero a partire dal quale nel tempo di dieci alla 43ª secondi  dopo il big bang sarebbe nata la materia dell’universo. Dietro a questo muro si scorge quell’Energia potente e amorevole che a tutto dà origine, irraggiungibile dalla fisica ma accessibile alla  mistica. Se diciamo che il bosone di Higgs è la particella di Dio possiamo teologicamente accettarlo; sarebbe il mezzo attraverso il quale Dio porterebbe all’esistenza le particelle materiali e così tutto l’universo: un atto esclusivamente divino.

Questa è la ontologia originaria di Dio. La particella di Dio ci mostra come si crea tutto quello che a noi è dato vedere. Filosoficamente e teologicamente  direi: essa ci rivela come Dio ha fatto nascere il mondo. È questo atto non lo troviamo al passato, ma si realizza ad ogni istante e in tutte le parti dell’universo e pure in noi che siamo completamente dipendenti  da questa particella di Dio. Caso contrario tutto cesserebbe di essere, tornerebbe nel nulla. Siccome la creazione è continua, eccoci qua.

Il libro Il Tao della liberazione: esplorando l’ecologia della trasformazione di M. Hathaway e di Leonardo Boff è stato premiato negli USA nel 2010 con la medaglia d’oro in scienza e cosmologia. In portoghese è pubblicato da Vozes (2012) e in traduzione in italiano.

Traduzione: Romano Baraglia
romanobaraglia@gmail.com

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